
Prossime conferenze del giovedì, presso la Sala S. Luca della nostra Abbazia di S. Giustina, a cura dell’Associazione S. Daniele APS.

Giovedì 5 marzo 2026 alle ore 17:30 presso la sala San Luca dell’Abbazia di Santa Giustina (ingresso dietro alla basilica, Via G. Ferrari 2/A), l’associazione San Daniele APS propone la conferenza dal titolo
Arte medioevale. Dalla Chanson de Roland a Salomone: Nicholaus e il protiro del duomo di Verona.
Relatore prof. Carlo Donà
Nell’arte medievale nulla è ornamentale in senso moderno, nulla è superfluo o puramente decorativo. Ogni elemento è concepito come parte di un sistema simbolico coerente e teologicamente fondato. Comprendere il Medioevo significa anzitutto riconoscere questa densità semantica.
Un caso esemplare è il protiro del Duomo di Verona, opera attribuita a Nicholaus, e in particolare le statue tradizionalmente identificate come “Rolando” e “Olivieri”. Queste figure sono state a lungo interpretate in modo semplificato, una sorta di lectio facilior che ha paradossalmente occultato la loro reale portata simbolica.
L’identificazione superficiale, apparentemente ovvia, ha prodotto un’anestesia interpretativa: si è creduto di riconoscere, e non si è più cercato di comprendere. Attraverso un’analisi rigorosa – dalla Chanson de Roland alla figura sapienziale di Salomone – è possibile restituire a queste sculture la loro profondità originaria. Non si tratta solo di correggere un’interpretazione, ma di rivelare un impianto simbolico più complesso e suggestivo di quanto la tradizione recente abbia ammesso.
Il Medioevo non è un’epoca ingenua, ma strutturata e teologicamente articolata, in cui ogni pietra parla, ma solo a chi è disposto ad ascoltarla nel suo contesto. Recuperare il significato del protiro veronese significa, in ultima analisi, riapprendere un linguaggio dimenticato: il linguaggio simbolico dell’architettura sacra. Questa conferenza si propone dunque come un esercizio di ermeneutica storica.
Ingresso libero e gratuito con prenotazione QUI

Giovedì 12 marzo 2026 alle ore 17:30 presso la sala San Luca dell’Abbazia di Santa Giustina (ingresso dietro alla basilica, Via G. Ferrari 2/A), l’associazione San Daniele APS propone la conferenza dal titolo Ippocrate di Cos e l'”arte lunga”.
Relatore il prof. Stefano Martini
Ippocrate di Cos (V sec. a.C.), celebre medico greco antico, è un personaggio quasi leggendario, al punto che, alle ben più note questioni omerica e socratica, se ne può aggiungere una ippocratica.
C’è pure spazio per un paradosso: mentre riguardo alla vita e alla personalità di Socrate di Atene, che non avrebbe scritto nulla, ci sono numerose e ampie testimonianze, di Ippocrate, sotto il cui nome sono tramandati moltissimi testi, invece si sa davvero assai poco.
In effetti, se da un lato gli è stata attribuita dai bibliotecari alessandrini del III sec. a.C. una notevole quantità di scritti (circa 70), raccolti nel Corpus hippocraticum, dall’altro si è perfino arrivati a mettere in dubbio la sua esistenza.
Naturalmente, come spesso accade, pure in questo caso il corretto approccio al problema sta nell’equilibrio tra le posizioni estreme: sicuramente un medico di nome Ippocrate è esistito, anzi era già celebre da vivo, sulla base di alcune importanti testimonianze, tra cui quelle di Platone e Aristotele.
È lo stesso Ippocrate a definire lunga l’arte medica. Per cogliere la pregnanza di significato di tale attributo, occorre inserirlo nel contesto in cui viene utilizzato: nella prima parte del primo degli Aforismi (uno dei libri ippocratici più tradotti e commentati, per molto tempo ritenuto la “bibbia del medico”) egli afferma che «la vita è breve, l’arte lunga, l’occasione fugace, l’esperimento rischioso, la decisione incerta», facendo capire quanto lo studio e l’approfondimento della medicina (che non è una scienza esatta, ma più propriamente un’arte) siano un faticoso frutto acquisibile con il tempo, compito pressoché interminabile, se si tien conto della brevità della vita, per di più, complicato da (aspetti altrettanto non trascurabili) alcune difficoltà connesse, come occasione, esperienza e giudizio.
Dell’arte medica ippocratica saranno in particolare esaminati gli aspetti ‘epistemologici’.
Ingresso libero e gratuito con prenotazione QUI
