
Prossime conferenze del giovedì, presso la Sala S. Luca della nostra Abbazia di S. Giustina, a cura dell’Associazione S. Daniele APS.

Giovedì 22 gennaio 2026 alle ore 17:30 presso la sala San Luca dell’Abbazia di Santa Giustina (ingresso dietro alla basilica, Via G. Ferrari 2/A), l’associazione San Daniele APS propone la conferenza dal titolo L’idea di Europa: Marguerite Yourcenar, B. Croce, Mario Dal Pra, Alberto Moravia.
Relatore il prof. Italo Francesco Baldo
Con La rivoluzione francese e l’epopea napoleonica il concetto stesso di “Europa cristiana” è messo in crisi, come lo descriverà il poeta tedesco Novalis e la nostalgia per il tempo unitario del continente, il Vergissmichnicht, il fiore azzurro, il “non ti scordar di me”.
L’Europa delle nazioni, del sovranismo distrutta poi dal relativismo che si esprime nel riduzionismo politico dei totalitarismo del Novecento (comunismo, fascismo, nazionalsocialismo, razzismo ideologico, politically correct).
Gli Autori che illustreremo propongono una visione dell’Europa nella sua malattia: l’atassia, Marguerite Yourcenar, nel ritornare all’identità perduta, intellettualistica, Benedetto Croce, spirituale Mario Dal Pra e nel superamento del Cristianesimo Alberto Moravia con la sua proposta di comunismo per i popoli.
Un cenno a Giovanni Paolo II e la alla sua Esortazione apostolica Ecclesia in Europa, pubblicata nel 2003 che propone “Il Vangelo della speranza” per un’Europa nuova.
Ingresso libero e gratuito

Giovedì 29 gennaio 2026 alle ore 17:30 presso la sala San Luca dell’Abbazia di Santa Giustina (ingresso dietro alla basilica, Via G. Ferrari 2/A), l’associazione San Daniele APS propone la conferenza dal titolo Santa Ildegarda di Bingen, monaca e mistica.
Relatrice la prof.ssa Brunilde Neroni
Santa Ildegarda di Bingen è una delle figure più affascinanti e complesse del Medioevo europeo: monaca benedettina, mistica, teologa, musicista, naturalista, consigliera di papi e imperatori.
In un’epoca in cui la voce femminile era raramente ascoltata negli ambiti del sapere e del potere, Ildegarda seppe imporsi con autorevolezza grazie a una straordinaria capacità intellettuale e spirituale, riconosciuta già dai suoi contemporanei.
La sua opera attraversa campi molteplici e solo in apparenza distanti: dalle visioni teologiche, alla riflessione sulla natura e sulla medicina, dalla composizione musicale a una concezione dell’uomo e del cosmo unitaria, in cui corpo, anima e creato sono intimamente connessi.
Al centro del suo pensiero sta l’idea di viriditas, la forza vitale che anima ogni essere e che rende il mondo un riflesso della sapienza divina.
Attraverso un linguaggio accessibile ma fondato su solide basi storiche e filosofiche, cercheremo di capire, perché Ildegarda sia ancora attuale e come il suo pensiero possa rappresentare un ponte tra fede, scienza, arte e visione del mondo.
Ingresso libero e gratuito

Giovedì 5 febbraio 2026 alle ore 17:30 presso la sala San Luca dell’Abbazia di Santa Giustina (ingresso dietro alla basilica, Via G. Ferrari 2/A), l’associazione San Daniele APS propone la conferenza dal titolo Il filosofo, un viandante.
Relatore: prof. Armando Girotti
Lettura scenica: Gli Inesistenti, Teatro filosofico di Padova
Il filosofo è paragonato al viandante che non ha una meta prestabilita, ma solo il desiderio di crescere spiritualmente in un viaggio rivolto alla ricerca della verità. Il filosofo non la possiede: sente dentro di sé la fiamma che lo spinge.
Potremmo definirlo una persona insicura, dubbiosa, perplessa e diffidente, ma precisamente questa è la sua forza perché il dubbio gli suscita il desiderio di proseguire, quello che nasce solo in chi si è accorto di non sapere (ricordiamo Socrate).
La sua problematicità parte dalla domanda che va risolta in una risposta, ma immediatamente s’accorge che non è conclusiva, anzi che quella si riapre verso nuovi quesiti. «Ama la domanda!» dunque, o uomo, perché domandare significa vivere.
È quindi un viaggio, quasi una “Viandanza”, un oltrepassamento di quella che normalmente si crede essere la certezza. Chi lo rappresenta può essere il velista che, lasciati gli ormeggi, affronta un orizzonte dilatato pieno di pericoli, oppure l’Ulisse dantesco che non si fermò alle colonne d’Ercole, ma si spinse verso l’infinito, alla ricerca di nuovi ritrovamenti.
La bellezza della Viandanza sta nel fatto che quel suo cammino gli prospetta ogni giorno un nuovo io per cui la domanda fondamentale è “chi sono io?”.
Partire è un po’ morire, quando si lascia il certo per l’incerto, ma è anche rinascere in questo viaggio verso l’infinito, in questo volo verso la libertà; alla fine, però, il filosofo si accorge che non di sola ragione è fatto l’uomo, ma principalmente di sentimenti e passioni per cui rientra a casa dove s’accorge stia per nascere il nipote Giovanni, al quale dedica un libro, “La Viandanza”.
Ingresso libero e gratuito
