GIANCARLO MILANI
a Santa Giustina

 

GIANCARLO MILANI UNA VITA PER LA SCULTURA

 

maternitàAttento ai cambiamenti culturali, in sintonia con i tempi, rigorosamente coerente con una ricerca plastica che l'ha accompagnato nel corso di una vita, Giancarlo Milani è un artista che, con grande passione, ha lavorato nell'ambito della scultura e ha trasferito la sua visione della creatività ai numerosi allievi che ha seguito nei lunghi anni di insegnamento all'Istituto Statale d'Arte Pietro Selvatico di Padova. Nato a Battaglia Terme nel 1935, dopo aver frequentato il Selvatico, studia all'Accademia di Belle Arti di Venezia dove ha come maestri Alberto Viani e Venazio Crocetti. Dotato di notevoli capacità, usa il disegno per dare un'identità formale alle sculture che progetta di fare. Ieri come oggi il tratto grafico è rapido e sicuro, espressivamente articolato, ma in grado di esprimere l'essenza più profonda della scultura che egli ha in mente di realizzare. Fin dagli inizi della sua attività l'artista ha come costanti punti di riferimento il senso della bellezza, i valori umani e la sacralità, su cui riversa molteplici motivi ispiratori.
Gli esordi artistici di Giancarlo Milani, nei primi anni Cinquanta, poco più che ventenne, sono decisamente orientati verso un'arte figurativa che riecheggia l'arte classica, la grande lezione rinascimentale del Donatello e dei suoi seguaci a Padova, ma anche l'intima carica espressiva di Arturo Martini, il cui imprinting formale si traduce nella semplificazione rigorosa dei piani e nel desiderio di trasfondere nelle sculture una valenza emotiva e sentimentale che ha come punto di riferimento costante l'uomo e il suo mondo. Il Ritratto di ragazzo in cera, del 1953, esprime una evidente purezza formale, ma anche una notevole capacità di resa psicologica. Il giovane, assorto nei suoi pensieri, rivela una sorta di fragilità emotiva, ma anche un dichiarato desiderio di affrontare il mondo che lo circonda. L'opera diventa così espressione del passaggio dall'infanzia alla giovinezza, dal dipendere dagli altri al tentativo di crearsi un'identità indipendente.
maternitàPer un certo periodo Milani collabora con Amleto Sartori, che gli dichiara la sua stima in una lettera del settembre del 1960, poi dai primi anni Sessanta arrivano alcuni prestigiosi incarichi, in cui l'artista riversa le già notevoli capacità tecniche e formali e la sensibilità che lo contraddistingueranno nel corso di tutta la sua attività. Nascono così il Monumento ai Caduti di Villa d'Adige (1962-1963), intimamente eroico, l'altare della Chiesa di Sant'Antonio a Montegrotto Terme (1963), in cui si riversano elementi espressivi legati al Romanico, il Tabernacolo e il Battistero di Santa Giustina (1963-1965), emotivamente vissuto, il Monumento ai Caduti di Peraga (1968), la cui mano alzata della madre che abbraccia il figlio vuole essere un monito perché non ci siano più guerre.
L'artista, oltre al marmo, privilegia il bronzo, un materiale che permette dì catturare la luce e di trasformarla in valore aggiunto. Nascono una serie di piccole sculture in bronzo, modellato a tacche, dove ogni levigatezza è eliminata, come nella serie delle Maternità, in cui prevalgono le linee rigide e spigolose di matrice cubista. Soggetti ricorrenti sono le forme femminili, i cavalli e i cavalieri, scene sacre come la poetica Annunciazione del 1970, in cui le forme si fondono armoniosamente. Agli inizi degli anni Settanta il linguaggio scultoreo di Giancarlo Milani è attratto anche dai suggestivi rapporti vuoto-pieno di Henry Moore. L'espressività si fa più essenziale, le visioni cubiste sono originalmente interpretate con allusioni surreali appena accennate. Soggetto ricorrente tra il 1975 e il 1980 sono le Maternità arricchite di un rinnovato sentimentalismo emotivo.
Poi il periodo dei bronzi lucidi, i Torsi, dove la forma equilibrata domina incontrastata e l'armonia diventa filo conduttore della ricerca artistica. Appaiono, accanto ai bronzi, una serie di sculture in legno di ciliegio, di acero, di pero, in cui la forma astratta sembra inseguire le venature della materia, ma sempre in chiave purista, con un linguaggio essenziale che riporta comunque alle forme del corpo, al senso degli opposti, dei vuoti e dei pieni, sculture straordinariamente levigate, che si inseriscono nello spazio e lo fanno proprio.
Santa GiustinaNell'astrazione Milani scopre l'essenza primigenia della realtà, ma anche l'idea della vita, il concetto di libertà. La semplificazione è un fine da perseguire per arrivare a comunicare ciò che di più profondo l'uomo possiede, i suoi valori, i sentimenti, gli archetipi dell'esistenza stessa. Anche le Maternità diventano astratte, ma ricche di una pulsione lineare interna che dà loro una intima valenza monumentale e un intrinseco senso della vita. La scultura si arricchisce di una sorta di liricità sussurrata, di sacralità universale, di emozioni. L'artista usa i materiali più diversi per esprimersi, il suo lavoro spazia dal marmo al bronzo, dal legno al gesso, dalla terracotta fino alla cera e non di rado la forma si traduce in una sorta di dialogo con la materia. Elemento comune resta la valenza narrativa dell'artista, la sua aspirazione verso la forma ideale che, dagli anni Ottanta, lo riporta al recupero della figura e del figurativo, sia pure sempre più esemplificato.
Lo scultore affronta il tema delle Metamorfosi, degli Angeli e delle Maternità, dove i volti si perdono nel fluttuare delle forme dei corpi e delle vesti che si trasformano in ritmo, movimento, armonia. Figurativo e astratto si fondono mirabilmente e giungono a volte a tramutarsi in forma geometrica rettangolare o piramidale come essenza dell'essere. Le figure, ieratiche e atemporali, si liberano della propria fisicità e si trasformano in emozioni, proiezioni spirituali.
Significativo, nell'attività dell'artista da sempre sensibile alle valenze religiose, è l'intervento nella Chiesa di Battaglia Terme, dove è nato. Qui, dalla metà degli anni Ottanta, realizza una serie di importanti opere che caratterizzano lo spazio interno. Il Crocifisso (1986) è un Cristo che muore su una croce che si trasforma in albero della vita, la Madonna con il Bambino (1987-1988) è raffigurata come una serena essenza della maternità, l'altare e il tabernacolo trasportano in una dimensione ultraterrena, il Fonte Battesimale e gli Angeli portacero (1996) esprimono l'idea di una sorta di gioia spirituale. Molto intenso è il San Giacomo (1998) in bronzo, a cui la chiesa è dedicata, interpretato come una guida che accompagna i fedeli nel loro percorso verso la luce.

ambone

Sensibile alle maternità umane, Giancarlo Milani trasferisce anche nel divino il senso della vita, come rivelano le dolcissime Madonna con il Bambino e Angeli di terracotta della Basilica di Santa Giustina e la Madonna col Bambino dell'Eremo di San Bonaventura.

amboneTalora il linguaggio dell'artista si arricchisce di una sorta di monumentalità, come nell'ambone e nell'altare della Chiesa di San Bonaventura a Cadoneghe (1992), dove le figure gremiscono coralmente lo spazio, o di un poetico senso della narrazione, come nell'Ambone e Portacero della Basilica di Santa Giustina (1995), o di una aggraziata resa formale, come nella Cappellina della Chiesa di Santa Teresa a Padova (1997), o di una valenza decorativa, Come nell'altare e nell'Ambone della Chiesa Parrocchiale di Cesenatico (1999).
C'è sempre nelle opere di Giancarlo Milani la ricerca della grazia formale. Santa Rita da Cascia (2000), scultura in bronzo nella omonima chiesa a Padova, avanza sicura e sorridente, quasi ispirata, con un movimento lento e solenne. Il monumento in bronzo a Santa Barbara (2002) a Battaglia Terme coglie il gesto aggraziato della giovane santa che sfiora una colomba che sta per prendere il volo. Umano e divino convivono e si fondono all'interno di uno spazio e di un tempo che non hanno inizio e non hanno fine.
Molti i ritratti a mezzo busto realizzati dall'artista. Celebre è il Busto del Belzoni (1978) in bronzo ai Musei Civici agli Eremitani di Padova, che ritrae l'ardito viaggiatore con uno sguardo fiero e sicuro, realistico l'Omaggio ad Amleto Sartori (2006), dalla intensa personalità, sorridente e accattivante il busto Omaggio a Luigi Gaudenzio (2007).
Nei molti anni di attività Giancarlo Milani ha realizzato decine e decine di opere pubbliche e private, ha partecipato a molte collettive e gli sono state dedicate alcune personali. Sue opere si trovano in collezioni private in Italia e all'estero.

Maria Beatrice Autizi

 

Foto:

Madonna con bambino e angeli

Maternità in terracotta

Basorilievo in terracotta

Ambone e candelabro in bronzo

 

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